history and memory
Peppone
Giuseppe Gagliardini: il nostro Peppone! Peppone che con la sua foltissima chioma non aveva nulla da invidiare a quei cappelloni delle “band” musicali degli anni 60 - 70.
Amava le canzoni di allora, ma in particolare amava ascoltare “Francesco Guccini”, portando con sé, in “campo” e ovunque andasse, quei versi potenti e combattivi. Con Lui, interminabili pomeriggi alle “Garibaldi” fra partite e giochi vari. Aveva un qualcosa di speciale, che lo portava quasi sempre a vincere in qualunque cosa facesse.
Giocava a ping-pong teneva la racchetta in modo particolare, quasi nascosta però all’improvviso,
arrivava la pallina con un effetto strano che era difficile rimandare… a tennis uguale e poi
... a biliardino, in Piattaforma, con un’impugnatura sulle manopole che portavano i suoi gomiti a una posizione alare, come in partita: questo gli permetteva di penetrare le difese, come i rostri delle navi. Muoveva, in modo efficace e frenetico quegli “omini” del biliardino, che provavano sollievo solo quando allentava la morsa dalle manopole. E il flipper del Bar Giardino? Quando ancora c’era Ginetto, con Peppone, che “strapazzava” quella povera pallina, facendola sbattere ripetutamente qua e là, fino a quando il punteggio era talmente alto che il flipper emetteva svariati suoni e luci che esplodevano come fuochi artificiali.
Poi, in palestra sia nelle partite che nei vari giochi Peppone metteva tutto sé stesso per vincere”.

Si giocava al “21”, poi il “giro della zona”. Credo che sia stato proprio Peppone ad aumentare una difficoltà in questo gioco. Inserì il tiro da dietro il tabellone. Non era tanto facile perché il tabellone di allora era sostenuto da un traliccio con in cima tondini di ferro incrociati fra di loro. Questo per molti era un problema, difatti nell’esecuzione del tiro il più delle volte la palla andava a sbattere, proprio, su quei ferri...bum... e non passava... Per Peppone tutto era facile, la palla partiva dritta come un missile al momento del decollo, sorpassava il tabellone e giù calava dolcemente andando a finire dentro la retina. Scattava nelle rimesse, reclamando la palla con la testa girata come “Tiramolla”, con quella sua corsa unica e particolare con i piedi e le gambe che si muovevano rapidamente come le bielle delle locomotrici a pieno regime. Passata la palla era come averla messa in banca. Eri tranquillo, anche se in difesa c’erano tre o quattro uomini che lo aspettavano. Come birilli, li schivava, li lasciava sul posto, nascondendo la palla su un fianco che poi all’improvviso,come per magia, la vedevi spuntare verso l’alto per poi depositarsi a canestro. Con quei suoi movimenti oscillatori del busto, a volte accentuati sembrava che cadesse da un momento all’altro, “sfidava” veramente le leggi della fisica.

Ricordo una partita contro la forte squadra del San Giovanni Valdarno. A fine partita un giocatore disse un po’ infuriato: “Maremma maiala! Oh… che mi sembrava che ... cadesse a terra... allora so’andatooo per acchiapparlo... ‘nvece me so’ vista la palla schizzare via e.… andare a canestro. Maremma maiala!”. Be’ le risate non mancarono! Determinanti, nei momenti cruciali della partita, le sue entrate per prendere fallo e poi realizzare tranquillamente i tiri liberi, il più delle volte a olio, e ti davano quel margine per respirare... Nel lontano 1984 giocammo insieme a Graziano Carubini, Lucio Rondini e Franco Fagnucci a Città di Castello, guidati dal coach, nostro amico, Maurizio Cristini, che giocò anni prima con noi nelle file del “Fratta”. Peppone, come al solito, diede un notevole contributo alla promozione in serie D. Fin dalle giovanili è stato un giocatore determinante e alla fine della partita i punti a referto erano sempre tanti. Insieme al Professore Angelo Zurli e all’indimenticabile e amato allenatore, professore Giuseppe Conti, sono stati tanti i campionati giovanili vinti fino a sfiorare la serie B.
Il ricordo di Giuseppe Gagliardini, Funambolo del parquet ... Il nostro Peppone, una delle colonne portanti del Basket club Fratta e uomo dalle grandi doti morali e umane.

Articolo pubblicato su “Informazione locale” – Gennaio / Febbraio 2026
Le foto sono tratte dal libro di Federico Sciurpa “IPPIPPURRÀ – Canestri sentimentali tra il Tevere e l’Indiana”
12/03/26
