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Piano del Nese 

 

 

Nella zona pianeggiante lungo il corso del Torrente Nese vi fu una larga diffusione degli abitati sparsi; le costruzioni si dispongono principalmente lungo il letto del Torrente Nese,  anche se in nuclei ristretti e posti a breve distanza tra loro.

 

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Immagine 1: Abitati sparsi lungo la sponda sinistra del torrente Nese in aggetto rispetto alla pianura.

 

Si hanno, però, scarsissime notizie che non favoriscono la ricostruzione delle vicende che hanno riguardato questi nuclei abitativi indicati come “Pian di Nese”, contrastando così con un territorio piuttosto singolare, sia dal punto di vista geografico, sia per le vicende storiche che hanno interessato tale settore del contado perugino, soggetto a invasioni e incursioni. 

 

La struttura visibile

 

Oggi molte di queste strutture sono state abbandonate o trasformate in edifici rurali, ma in origine avevano una struttura disposta in modo tale da definire volontariamente una organizzazione difensiva: grandi basamenti a volte provvisti di contrafforti aggettanti; la parte abitata dal nucleo familiare saldamente eretta a pianta regolare quadrilatera; poche aperture o fessure in prossimità della base. Questi caratteri erano peculiari delle strutture rurali fortificate, largamente diffuse nella anche campagna umbertidese durante tutto il XII-XIII secolo. In effetti, nel tessuto insediativo castrense di cui faceva parte anche Piano del Nese si hanno molti esempi di abitati con un corpo a torre. Le vecchie case-torri medievali durante la diffusione della mezzadria diventarono il punto di riferimento, quando possibile della nuova tipologia di sfruttamento indiretto della proprietà agricola diventando il punto di riferimento fisico, di fianco o intorno al quale altre strutture venivano aggiunte. L’antica tipologia perde così, pian piano, la sua originale funzione di difesa a favore di quella economico-produttiva.

Tra i centri abitati o singole case presenti, Piano del Nese si rivela come un tipico complesso di insediamenti con caratteri di abitato sparso, diffuso in una stessa area, molto simile agli impianti riconducibili a villae e delimitato nel versante a sud solo dallo scorrimento del Torrente Nese, che oggi coincide, in parte, con il confine territoriale del Comune di Perugia. L’abitato sparso indicato come Piano del Nese, si sviluppa in collina tra due corsi d’acqua minori e l’importante strada provinciale che conduce dall’antica Fratta verso i centri del Trasimeno o a Perugia.  

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Immagine 2: Abitato sparso denominato oggi “Pian di Nese” con casa-torre medievale e piccola chiesa, non visibile nell’inquadratura, lungo la sponda sinistra del torrente Nese in aggetto rispetto alla pianura. 

Rispetto ad altri siti presenti nel territorio ha oggi assunto minore rilievo, ma la presenza di questo insediamento era certamente importante va connessa all’esistenza dell’antico Castrum Preitinum un tempo probabilmente vicino, ora non più individuabile ma punto di forza del settore estremo del contado verso Perugia. 

 

A presidio del tratto torrentizio che scorre in prossimità della località Piano del Nese si può individuare la presenza dell’edificio fortificato identificato come torre di Santa Giuliana, alla quale è unita la chiesa omonima, posizionato a metà strada da Pian di Nese e la confluenza del torrente nel Tevere, di poco a sud del Castello di Santa Giuliana. Il complesso è posto qui come struttura a dominio della zona ad ovest pianeggiante. 

Stime catastali danno notizie della presenza di una chiesa, non riportata però nelle Rationes Decimarum,  proprio in località Piano del Nese: l’ente risulta allibrato nel XIV secolo tra quelli appartenenti al contado di porta Sant’Angelo ed è intitolato a San Pietro de Anese. Il Grohmann ricorda a tale proposito che la chiesa di S. Pietro era iscritta per 5 libre e dipendente dal monastero di S. Salvatore di Monte Acuto. 

 

La Storia Conosciuta

Anche se abbiamo ben poche notizie riguardanti il territorio, è ipotizzabile che tale settore fosse coinvolto nelle vicende storiche e politiche che colpirono anche castra e villae circostanti, quali Bisciaro, Racchiusole, Valenzino, Santa Giuliana e Castrum Preitinum; in ogni caso, questi avvenimenti rappresentavano il riflesso di ciò che accadeva a Perugia, i cui esiti dimostravano un assorbimento positivo o negativo (ovvero il rifiuto) dei fenomeni che riguardavano questi centri. 

Immagine 3:nella carta si può notare il simbolo del ponte sul torrente e la presenza del simbolo di edifici; caseggiato che, suggestivamente, si “sovrappone” alla posizione dell’ex Osteria di Pian di Nese esistente.

Particolare della "“DESCRITTIONE DEL TERRITORIO DI PERVGIA AVGVSTA ET DEI LUOGHI CIRCONVICINI DEL P M EGNATIO DANTI DA PERUGIA MATEMATICO DELLO STUDIO DI BOLOG.A”", 1577. da Source gallica.bnf.fr - Bibliothèque nationale de France (BNF).

I caratteri minimamente autonomi che interessarono Piano del Nese derivarono dalla volontà della comunità ivi residente di sostenere e mantenere i rapporti con il resto degli abitanti circostanti, dotandosi per questo di valide infrastrutture, ottenute grazie alle concessioni del Consiglio dei priori: la realizzazione di un ponte sul Torrente Nese, probabilmente nella zona che oggi nelle carte è indicata con il toponimo Ponte Nese o comunque in sua prossimità, tende a sottolineare il rilievo goduto dal luogo e, dunque, dalla sua comunità, nel corso del tempo e in epoca risalente, permettendo anche di rilevare il ruolo ben definito di questo settore comitatino come snodo commerciale e supporto economico per la zona: agevole era, infatti, il collegamento fluviale con il Torrente Càina che scorre poco più a sud, e la vicinanza dell’abitato con l’articolata viabilità stradale. 

Immagine 4: l’ex Osteria e stazione di posta di Pian di Nese.

Fotografie: Francesco Deplanu

Carta: Carta corografica di Perugia del 1577, di Ignazio Danti, incisa da Mario Cartaro a Roma nel 1580 da Source gallica.bnf.fr / Bibliothèque nationale de France.

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