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Umbertide

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Il Presidente Scarponi

di Guido Lamponi

di Guido Lamponi

Nel percorso della vita si ha la fortuna di incontrare delle “persone” che lasciano un segno profondo. Rino è stato una di queste. E’ stato un uomo buono e sincero, un uomo che al momento di lottare e affrontare determinate situazioni mostrava tenacia e grinta. La stessa grinta che avevano i suoi ragazzi quando scendevano in campo. Arrivò nel momento giusto, in mezzo a dei giovani che andavano incontro a quelle problematiche dell’adolescenza tipiche in questo periodo della vita. Allora, nei momenti di difficoltà, ci prendeva a “braccetto” e, con tutta la sua calma, ci indicava qual’era la cosa più giusta, quella più consapevole da prendere.

Nelle lunghe e piacevoli trasferte è stato un grande..., anche quando a volte gli chiedevamo di spingere sull’acceleratore della sua fiammante e potente “Alfa Romeo”. Preziosa la sua premura nell’andare ai colloqui con i professori per seguire il nostro percorso scolastico, come preziose le sue raccomandazioni: “E’ bello giocare, ma è importante anche lo studio!”.


Ogni volta che andavo a trovarlo a casa mi accoglieva sempre con un abbraccio e con il suo consueto dolce sorriso. La sua lucida memoria ricordava di tutto e di tutti. Rino ha visto il “passaggio” di tanti giovani dalle giovanili alla prima squadra, ricordandoli senza tralasciare nessuno: Betti Giuliano (Betulla), cecchino implacabile, con un “tiro da manuale”, una perfetta sincronia che nel momento del rilascio la palla morbida descriveva quella magnifica parabola per poi tuffarsi nella rete; Montanucci Fabio (Uccio), eccezionale rimbalzista, il nostro muro difensivo, un gladiatore; Giuseppe Gagliardini (Peppone), il nostro funambolo che bucava ogni difesa come burro; Vibi Gettulio (Pesca), play dalla grande visione di gioco. Anche nelle giovanili, dalla categoria Allievi a quella Juniores, aveva dato per diversi anni un notevole contributo ai risultati raggiunti. Come Manlio Caldari, rimbalzista con un veloce e preciso tiro dall’angolo; Diego Zurli, ottimo rimbalzista con un buon tiro dalla media distanza; Silvano Palazzetti (l’ Migno), che fin dalle giovanili aveva esplosività e forza. Quando la palla era sospesa e vagante in aria potevi pure scattare via in contropiede perché lui, dopo averla “arpionata”, con un lancio a una mano la faceva viaggiare “come un proiettile” da canestro a canestro! Non restava che afferrarla e depositarla. Quel suo “stacco” da fermo nell’andare a rimbalzo era impressionante, la stessa energia che si scatena a “Cap Canaveral” al momento dello “0”.

Rino tira fuori un lieve sorriso e ricordiamo insieme quando inconsciamente l’avversario “mostrava” a Silvano la palla. Con una “mazzata” delle sue la palla sbatteva fortemente nel pavimento per poi arrivare quasi a sfiorare il tetto della palestra. A volte si sentiva un “urlo bestiale” quando sopra la palla c’era qualche dito. Allora le risate non mancavano; Staccini Marco (Staccio), play talentuoso, difensore arcigno, determinato, tanta grinta da vendere e una “forza bestiale”; Conti Fabrizio e Fiorucci Rossano (Lulo), che sebbene non abbiano avuto un gran minutaggio durante le partite, hanno sempre dimostrato tanta serietà, donando l’anima in modo da rendere gli allenamenti intensi e combattivi e soprattutto non permettendo agli altri di abbassare la guardia. Tutti e due play hanno dimostrato anche nelle giovanili il loro valore; Angelo Zurli, il “seminatore della pallacanestro umbertidese” (sarebbe bello installare una targa commemorativa nella “Palestra delle scuole medie”) e Peppe Conti che, oltre alle loro “competenze”, hanno rivestito una grande figura paterna.

Rino ricorda con nostalgia i campionati giovanili a Firenze contro il “Simmenthal” di Milano, poi a Livorno e qui gli ricordo quando ci portò a mangiare quello squisito piatto, di cui ancora sento quel suo appetitoso odore: il “caciucco”. Inoltre il concentramento nazionale a Forlì, dove la squadra juniores composta da Fiumana Roberto, Villarini Massimo, Bucaioni Walter, Cavalaglio Enrico, Scarponi Lorenzo…. guidati da “Giuliano Molinari”, giocarono una grande partita con la “Virtus Bologna” di Bonamico, Generali, Cantamessa. Molinari è stato bravo ad amalgamare questi giovani ed altri del settore giovanile con quelli della vecchia guardia, costruendo una squadra compatta che ha mantenuto nel tempo la stessa grinta e la stessa mentalità vincente. Fiumana Roberto (Roky) era stato già inserito in prima squadra, il primo “pivot puro” del Fratta, come tutti una colonna portante, con tanta eleganza nei movimenti, rimbalzista e dotato di quel micidiale e immarcabile “gancio” cielo. Giuliano Molinari si presentò con il suo inseparabile “trench” alla tenente Colombo, con tanta umiltà e tanto entusiasmo. E’ sempre presente, sia nei momenti tristi e sia nei momenti festosi del “Basket Club Fratta” e tuttora dimostra quella profondità di sentimenti mai sbiadita nel tempo.

E poi la palestra delle scuole medie, la mitica “Fossa dei Leoni”, come la chiamavano i nostri avversari, “teatro” di numerose e entusiasmanti battaglie. Dalle tribune gremite, piene zeppe, salivano i cori dei tifosi, calorosi e forti, accompagnati dalle vibranti e eccitanti note della “Marcia Trionfale” che uscivano impetuose dalla tromba di “Roberto Gamboni”. L’adrenalina andava a mille e “sprizzava” da tutte le parti, dandoci una carica che ci spingeva a lottare su tutti i palloni fino all’ultimo secondo.

Questa era l’atmosfera che si respirava e si viveva nella palestra che ha portato quegli alunni delle scuole medie avviati e formati dal professore Angelo Zurli e poi guidati dal professor Giuseppe Conti alla clamorosa conquista della Serie C e poi a sfiorare la Serie B.

E poi come dimenticare quei momenti così eclatanti quando si realizzò un nostro bramato desiderio: “Sospesi tra le nuvole, increduli, i nostri sguardi si incrociavano lasciando trasparire una irrefrenabile euforia. Era tutto vero! Raggianti, per la prima volta eravamo su quell’aereo che ci portava a giocare in Sardegna”.

Ho avuto la fortuna di aver trascorso gran parte della mia vita in questo meraviglioso e indimenticabile mondo. Ho passato con Rino piacevoli momenti, riportando a galla ricordi tanti bei ricordi.


Caro Presidente, un forte abbraccio da tutti i tuoi scatenati ragazzi.


Testo completo rispetto all’articolo pubblicato su “Informazione locale” – Luglio 2026


Alcune foto sono tratte dal libro di Federico Sciurpa “Ippippurrà – canestri sentimentali fra il Tevere e l’Indiana” – Gruppo Editoriale Locale, Umbertide 2013


07/08/26

Il Presidente Scarponi
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