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Umbertide

history and memory

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Teresa Mannarelli

Racconto di Margherita Ubbidini
sulla vita della madre TERESA MANNARELLI
trascritto dal nipote Edoardo Ruggiu

 Nacqui il 18 agosto 1898. Nella mia lunga vita ho conosciuto gli eventi di più di un secolo, purtroppo non sempre positivi, ho assistito a entrambe le guerre mondiali, ho conosciuto la fame e il sacrificio.

  Durante la Seconda guerra mondiale ero già una donna adulta, madre di cinque figli, la penultima dei quali, Margherita, era nata nel 1937. In quegli anni c'era molta povertà per tutti; mio marito, Pietro Ubbidini, lavorava come manovale alla Ferrovia Centrale Umbra e come pescatore, e io aiutavo la famiglia vendendo il pesce al mercato ma, quando mio marito fu richiamato al fronte e poi ricoverato in una clinica francese per molti mesi, mi trovai molto male.

Nel 1940 nacque la mia ultima figlia, Cecilia, e per riuscire a sopravvivere mi adattai a fare tanti lavori: la lavandaia, la balia, la dama di compagnia. Il cibo non era molto; c’erano "le tessere" con cui si aveva diritto a una quantità di pane, sale e olio, ma avevo tante bocche da sfamare.

  II periodo più duro è stato senza dubbio il 1944, quando gli Alleati bombardarono il ponte del paese per fermare le truppe tedesche in ritirata. Colpirono il centro storico dove abitavo: non ci furono vittime nella mia famiglia e la mia casa in Via Spunta non fu colpita, ma vidi tra le macerie i corpi di molti vicini e conoscenti. Mi ricordo bene i vicoli e le famiglie che animavano quella che

oggi è chiamata Piazza XXV Aprile in ricordo di quel giorno. Ora ho centosette anni, sono molto anziana e la mia memoria fa cilecca, tanti episodi e date si confondono nella mia mente, una cosa però la ricordo bene, il suono delle sirene, gli allarmi che avvertivano la popolazione dell'arrivo dei bombardieri e che quel maledetto giorno non suonarono. A quel suono radunavo la mia prole e correvo al riparo in quei pochi luoghi dove eravamo convinti di essere al sicuro; là aspettavamo in silenzio e ascoltavamo il rombo degli aerei: prima lontani, poi vicini sopra le nostre teste, poi i tonfi delle esplosioni, poi finalmente tornava il silenzio fino alla prossima, inaspettata, sirena.

Ora la televisione parla di tante guerre in Paesi che non conosco, ma il terrore del suono delle sirene è qualcosa che nessuno dovrebbe mai vivere!

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