history and memory

Rolando Paneni
Racconto di ROLANDO PANENI trascritto da Federico Rondoni
Nacqui il 14 ottobre 1927 a Umbertide, precisamente a Santa Maria, dove abitai fino a dodici - tredici anni, quando la mia famiglia, insieme a tutti gli altri abitanti del luogo, venne mandata via dai Salesiani. Durante la Guerra abitavo vicino a quello che attualmente è il bar Traversini.
I miei ricordi della guerra si riferiscono soprattutto alle battaglie che ho fatto con il "Gruppo Combattenti Cremona", del quale facevano parte ventiquattro membri, di cui il più giovane ero io, avevo solo diciassette anni.
Partimmo il 13 gennaio 1945 da piazza Umberto I, oggi Piazza Matteotti con un camion militare prestatoci dall'esercito di liberazione. Partii all'insaputa dei miei genitori, così, quando mio padre mi cercò e gli dissero che ero partito per arruolarmi con il 22° Reggimento Fanteria Cremona stazionato presso Ravenna, cadde nella disperazione.

Giungemmo a Ravenna nello stesso giorno della partenza e ci fermammo alla caserma militare; eravamo impreparati a quanto ci attendeva, non avevamo nemmeno le armi.
Dopo circa quindici giorni di preparazione ci spedirono al fronte, che si trovava presso l'estremità Nord della pineta di Ravenna. Lì iniziarono gli scontri del Cremona con i Tedeschi e i Fascisti. Dopo un po' di tempo che combattevamo, arrivarono gli aerei inglesi che iniziarono a bombardare sui nostri nemici, i quali alzarono le mani in segno di resa; in quel momento, poiché i Tedeschi erano già scappati tutti, noi abbassammo la guardia e un fascista, che aveva ancora il mitra sotto braccio, sparò alla nostra prima fila e uccise a tradimento due umbertidesi: Quirino Pucci e Giuseppe Rosati. Quest'ultimo era il più giovane dopo di me ed era anche lo zio della mia futura moglie. Ci arrabbiammo e, passato il torrente Senio che delimitava il fronte, disarmammo i nemici e liberammo Alfonsine, dove la popolazione, dopo aver saputo che eravamo Italiani, ci accolse con grande gioia.
Il 25 aprile 1945, dopo la resa delle truppe nemiche, tornammo a casa. Il Comune di Umbertide ci donò un pezzo di terra dove costruimmo un circolo ricreativo: "La Piattaforma", che chiamammo CLUB CREMONA. Sul muro della costruzione che ospitava il bar il Comune di Umbertide depose una lapide in memoria del Gruppo Combattenti Cremona.
Oggi sono ancora in vita soltanto quattro dei ventiquattro ragazzi partiti per Ravenna. Sapete cosa vi dico? La guerra andrebbe "sparita" dal mondo perché è una cosa bruttissima.


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