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Umbertide

history and memory

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Raffaele Mancini

Racconto di RAFFAELE MANCINI
trascritto da Federico Rondoni

Nacqui il 22 agosto 1923 a San Benedetto, nella zona appartenente al Comune di Montone.

Il periodo della Seconda guerra mondiale, come per tutti i ragazzi della mia età, fu il più difficile della mia vita.

lo e i miei compagni ci nascondemmo nella "'macchia" per non essere presi dai fascisti che ci avrebbero fatti arruolare nell'esercito. Mi unii così alla Brigata “San Faustino", il gruppo di partigiani che operava nel luogo. Il comandante della brigata era Bonuccio Bonucci, che aveva comprato alcuni poderi vicino alla chiesa di San Faustino e lì aveva ospitato il gruppo. Con me c'erano anche il fratello di Anna Maria, che sarebbe poi diventata mia moglie, e un napoletano sfollato a casa sua.

Un giorno, era il 1942, stavo tornando a casa dai miei genitori. Dato che venivo dalla "macchia" e per la strada rischiavo di incontrare qualche fascista, passai per la strada di Torre Certalta. Arrivato alla torre, vidi un aeroplano volare sopra di me e poi sentii cadere qualcosa nelle vicinanze. Quelle cose che sentii cadere non erano bombe ma schegge dei proiettili della contraerea del Pian del Corso che sparava verso l'aereo. Preso dal panico, corsi più veloce che potevo in direzione degli ulivi e mi riparai sotto il primo che riuscii a raggiungere.

Un anno dopo, nel 1943, un tedesco fuggì dall'esercito e io lo aiutai a unirsi alla nostra brigata. Nello stesso anno avvenne uno scontro tra noi e i fascisti durante il quale morì lo sfollato napoletano.

L'ultimo mio ricordo di questo periodo fu quello del 25 aprile 1944, quando avvenne il bombardamento su Umbertide. Appena sentii la notizia, mi precipitai in paese per vedere cosa era accaduto e per strada incontrai molte persone che stavano fuggendo per rifugiarsi nelle campagne.

Ragazzi, la guerra è davvero brutta, soprattutto per i più giovani.

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