history and memory

Ferdinando Bruschi
Racconto di
FERDINANDO BRUSCHI
trascritto da Federico Rondoni
Nacqui l'8 settembre 1919 a Bastia Creti, presso Umbertide, da una famiglia di contadini.
Mi trasferii poi a Spedalicchio, da dove partii il 10 febbraio 1940 per svolgere il servizio di leva.
Inizialmente fui mandato al distretto di Perugia, poi il 22 febbraio fui trasferito al deposito misto truppe di Barletta, dal quale partii per l'Egeo: precisamente fui inviato nell'isola di Rodi con la "IX Fanteria Regina".
Proprio a Rodi il 10 giugno 1940 ebbi modo di ascoltare alla radio la dichiarazione di guerra da parte dell'Italia.
Rimasi a Rodi fino al maggio 1941. Durante questo periodo la vita trascorse in maniera tranquilla, solo ogni tanto si udivano gli aerei passare in cielo sopra di noi.
Il 27 maggio fui imbarcato da caporale maggiore con il "51° Corpo d'Armata" per l'isola di Creta occupata dagli Inglesi. Durante I'attraversamento del mare la mia nave, una delle più grandi, fu attaccata da un sommergibile inglese; rimanemmo in alto mare fino a tarda sera, quando i nostri caccia ci vennero a prendere. Il giorno seguente sbarcammo a Creta, ma non incontrammo alcuna resistenza da parte dei soldati inglesi perché erano già fuggiti tutti a Nord dell’isola, mentre noi eravamo sbarcati a Sud. Rimasi per un lungo periodo a occupare l’isola con la mia divisione, fino al 29 luglio 1943.
Nel frattempo fui rimandato a Rodi per un corso da sottufficiale. Dopo aver finito il corso, durato sei mesi, mi venne concessa una licenza. Durante il mio rientro a casa con l’aereo venni attaccato da un gruppo di caccia inglesi; dei tre aerei da trasporto che eravamo, rimase integro solo il mio.
Restai in Italia un mese, poi partii per il deposito misto truppe di Barletta; arrivato, mi comunicarono che avevo ricevuto una settimana di licenza premio per aver fatto il corso da sottufficiale. Sarei voluto ripartire, ma la linea ferroviaria era stata interrotta, così rimasi a Barletta fino al 9 settembre 1943.
Il giorno precedente, alle 17:00, Radio Londra aveva comunicato che l'Italia aveva firmato l'armistizio. La mattina del 9, mentre mi stavo lavando dopo colazione, i soldati tedeschi effettuarono un mitragliamento sul deposito. lo e molti altri soldati riuscimmo a scappare con indosso solo i calzoncini, la maglietta e la targhetta di riconoscimento e ci rifugiammo vicino Bari.

Nel dicembre '43 venni riquadrato e mandato come sergente con il nuovo esercito italiano. Risalii l'Italia con gli Alleati fino a Terra Galatina, vicino Lecce, dove fui promosso sergente maggiore. Da lì continuammo la risalita fino a Bologna, da dove chiesi il trasferimento per la "209ª Divisione" presso Perugia. II permesso mi fu accordato, così nel maggio '44 fui trasferito.
Rimasi a Perugia fino al 25 aprile 1945, quando finì la guerra e potei tornare a casa. Per fortuna durante questi anni non ho mai ucciso né ferito nessuno perché, oltre allo scontro in aereo e al mitragliamento, non ho mai partecipato a una battaglia.
La guerra è davvero una cosa orribile che nessuno dovrebbe fare o subire.
Galleria
