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Umbertide

history and memory

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Ciro Staccini

Racconto di
CIRO STACCINI
trascritto da Mustafà Boubia e Domenico Avverso

Nacqui a Umbertide il 14 luglio 1920. Lavoravo come meccanico, poi fui chiamato a svolgere il servizio di leva.

  Quando l'Italia entrò in guerra, nel giugno 1940, io e la mia truppa fummo inviati al fronte francese, precisamente a Menton. Iniziammo subito a bombardare e, dopo quindici giorni di combattimento, riuscimmo a riportare una vittoria.

  In quei giorni avevo molta paura, anche se facevo il Genio Marconista, in altre parole ero incaricato di trasmettere messaggi via telegrafo alle altre compagnie. I ricordi sono tanti, ma quelli che mi sono rimasti più impressi nella mente sono quelli delle battaglie. Odiavo sentire le cannonate sparate contro di noi e le pallottole che mi arrivavano fino ai piedi, soffrivo nel vedere i miei compagni morire.

  Finita la guerra in Francia, la mia compagnia venne spedita a combattere in Russia. Io invece fui rimandato al deposito di Firenze con i feriti, perché mi era scesa una brutta ernia. Vi rimasi per tre anni e riuscii a guarire; successivamente conclusi il mio servizio militare come cuoco alla mensa ufficiali.

  Dopo l'armistizio io ei miei compagni scappammo e ognuno ritornò a casa sua. Da otto che eravamo partiti tornammo a Umbertide in due, io e il signor Rossini Italo. Ritornai a casa da mia madre, che era rimasta vedova quando avevo due anni, ma con sorpresa non ritrovai mio fratello Giuseppe, che era andato a combattere in Africa.

  In questo giorno per me, fortunatamente, finì la guerra.


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