La bilancia Stadera

La bilancia stadera

(A cura si Sergio Magrini Alunno)

LA BILANCIA STADERA

La chiamavamo solamente bilancia. Con il piatto in lamiera, leggera, maneggevole, facilmente trasportabile e abbastanza economica era uno strumento molto diffuso utilizzato da contadini, ortolani, pollivendoli.
Si sollevava con un dito della mano sinistra infilato in uno dei ganci e con la destra si faceva scorrere il peso fino a che l’asta fosse in posizione orizzontale, la tacca dove si fermava indicava il peso dell’oggetto. Se si trattava di merce sfusa (frutta, fagioli ecc) per pesarli si mettevano dentro il piatto. Polli, conigli o comunque oggetti più grandi venivano pesati appendendoli al gancio al centro delle catene.

Se si pesavano più di 5 kg bisognava capovolgere l’asta e utilizzare per sollevarla il gancio sottostante in quel caso la portata arrivava generalmente a 10 Kg, sul quel lato dell’asta era ovviamente diversa anche la numerazione delle tacche.

Quella che da noi veniva chiamata “stadiera” era diversa solo per le maggiori dimensioni e per l’assenza del piatto, identico il funzionamento, la portata arrivava a 200 kg. Veniva sollevata da due persone con un palo passato in uno dei ganci. Era quella che si utilizzava per pesare il maiale dopo averlo ucciso. Anche se lo avevano allevato personalmente per la propria famiglia e non destinato ad essere venduto, nessuno rinunciava a conoscerne il peso.

Riportiamo, per far capire quanto nei secoli si sia usata questa tipologia di bilancia ,un passo dai nostri Statuti più antichi pervenuti: "Dagli “Statuti della fratta dei Figli di Uberto” del 1521:

“Stabiliamo e ordiniamo che ogni artigiano che detenga pesi e misure con cui venda o comperi della merce debba avere pesi e misure giuste bollati con la bolla del comune di Perugia. Il bollatore non può bollare con altri bolli, se non con questi, pesi, stadere, canne e passetti sotto la pena di cento soldi. E siccome alcuni per poca coscienza o per cupidigia hanno l’ardire di manomettere questi bolli aumentando o diminuendo il peso o togliendo i sigilli, ordiniamo che a nessuna stadera o peso possa essere aggiunta alcuna quantità di piombo o stagno sotto pena di cinque lire.”

Fonte della citazione: Calendario di Umbertide 2010

La bilancia Stadera

Una bilancia "stadiera" come veniva chiamato da noi... o semplicemente la "bilancia" per antonomasia. L’origine di tale strumento basato sul principio della leva forse è di origine etrusca, nel mondo romano veniva utilizzata con un solo piatto che pendeva mediante più catenelle da un'estremità dello stelo o asta pesatrice. La “nostra” stadera aveva un’asta (stilo) a forma di prisma quadrangolare molto allungata, tarata direttamente in kilogrammi e sue frazioni mediante suddivisioni (tacche); lungo l’asta si spostava il peso equilibrante (romano) attaccata era montato il piatto su cui si pone il corpo da pesare o pesato direttamente, se di piccole dimensioni con il gancio, che fungeva da fulcro.
(foto di Sergio Magrini Alunno)

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Foto da “Il Calendario di Umbertide 2010. Il lavoro”, Comune di Umbertide, stampato a Città di Castello (p. 6). La dicitura relativa recita “Anni ’50. Francesco Rinaldi vende porchetta in piazza Matteotti “.

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Bilancia stadera (foto di Sergio Magrini Alunno)

Particolare della bilancia  (foto di Sergio Magrini Alunno)

Particolare della bilancia (foto di Sergio Magrini Alunno)

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Bilancia stadera completa (foto di Sergio Magrini Alunno)