La carta assorbente:

La carta assorbente

(A cura di Sergio Magrini Alunno)


Qualcuno se la ricorderà ancora. Serviva per assorbire l’inchiostro in eccesso, che asciugava molto lentamente e impediva di girare la pagina. Veniva venduta in fogli che avevano le dimensioni del quaderno.

Negli ultimi anni ne furono prodotte versioni in colori pastello ma per anni è stata solo bianca. Ci rimanevano impresse lettere e frammenti di parole, finché diventava tutta inchiostrata e andava sostituita. Quando facevamo i compiti a casa in mancanza della carta assorbente usavamo la cenere cospargendola in strato molto sottile sul foglio e soffiandola via poco dopo.

Negli uffici si usava un tampone di legno dove, tagliato in due, veniva inserita la carta assorbente
Andavamo a comperarla da Tommasi in piazza Matteotti o dalla Ottavia in via Garibaldi da loro acquistavamo i quaderni neri con il bordo rosso e con i margini, i cannelli, i pennini di varie forme e l’inchiostro.

A scuola l’inchiostro era sul banco che aveva un apposito foro, in un piccolo calamaio di vetro o di bachelite che il bidello (Augusto) provvedeva a rabboccare tutte le mattine facendo il giro delle aule.

La carta assorbente:

Il tampone della carta assorbente (Foto di Sergio Alunno Magrini)

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Vecchi quaderni (Foto di Sergio Alunno Magrini)

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Calamaio per l'inchiostro (Foto di Sergio Alunno Magrini)

Cannelli e Pennini  (Foto di Sergio Alunno Magrini)

Cannelli e Pennini (Foto di Sergio Alunno Magrini)

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La "Tabellina" in fondo al quaderno. (Foto di Sergio Alunno Magrini)